La quarta Festa Nazionale dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia si è svolta nel borgo di Galtellì, in provincia di Nuoro. Un evento che ha raccolto gli oltre 150 Comuni membri all’insegna della convivialità, della musica e di una chiara e nuova visione dello sviluppo del nostro Paese. La festa è stata un vero successo, che ha superato ogni aspettativa. Le presenze sono state oltre 10.000, in un alternarsi di incontri istituzionali, concerti, occasioni di divertimento, convivialità, sapori e profumi.

Dal 17 al 19 giugno l’epicentro della manifestazione è stato il parco comunale Malicas di Galtellì, luogo in cui i Comuni partecipanti hanno allestito i 32 stand stracolmi di proposte dei vari territori, dell’artigianato locale e dei loro prodotti tipici: dalla birra friulana di Sauris alle nocciole zuccherate di Levice in Piemonte, passando per la pasta di Fara San Martino in Abruzzo e i dolci sardi, fino alla ‘nduja calabrese e i tamburelli salentini.
L’intreccio di dialetti e cadenze regionali, lo scambio tra culture e la diffusa atmosfera di amicizia che hanno contraddistinto le tre giornate, sono stati favoriti da molti fattori. Primo fra tutti la sintonia negli intenti che spingono i piccoli borghi a riunirsi e fare rete: la volontà di agire e la convinzione di saper fare molte cose utili per il rilancio e la rinascita del nostro Paese. Dalla valorizzazione del patrimonio architettonico della cosiddetta provincia, alla riscoperta delle tradizioni culturali che comprendono la gastronomia, l’artigianato e la musica, fino a veri e propri piani sociali e occupazionali.

Un altro ingrediente dell’amalgama dei giorni della Festa è stato la grande ospitalità del Comune di Galtellì e degli altri Comuni sardi coinvolti, associata a una impeccabile organizzazione. Ne sono stati una dimostrazione i due Convegni Nazionali di Sorradile e Santu Lussurgiu e quello Regionale di Galtellì, oltre ai numerosi tavoli di discussione. Si è discusso della valorizzazione dei laghi interni del territorio nazionale – in Sardegna sono 32, di cui 31 artificiali, e rischiano, senza l’intervento concertato di imprese, associazioni e società civile, di languire senza prospettiva -, del vero e proprio tesoro costituito dalla musica tradizionale e folkloristica delle nostre regioni – ne sono un esempio i cori di tenores sardi, la pizzica salentina celebrata a Melpignano e proiettata sullo scenario mondiale –, dei progetti di collaborazione e dei protocolli d’intesa con CNA e amministrazioni per la riapertura di botteghe artigiane che sappiano mantenere vivo il sapere tramandato per secoli e che crea ancora prodotti artigianali di qualità unica.


Il fattore determinante, però, è certamente stato il desiderio di stringere legami di amicizia sotto il cielo altissimo della Sardegna, dimostrando nella realtà che la forte identità dei piccoli Comuni non è una forma di chiusura, ma una risorsa e una forza per aprirsi agli altri, così come le radici consentono all’albero di spingersi verso il cielo.Il ristorante allestito dal comune di Tresigallo (FE) ha accolto ogni sera ai propri tavoli una piccola folla di ospiti provenienti da tutte le regioni, che davanti a un piatto di tortellini o stinco al forno parlavano dei loro luoghi con gioia e orgoglio, ma col desiderio di sapere di più dei territori altrui.
Personalità politiche e istituzionali, membri e dirigenti dell’Associazione, ospiti, visitatori, giovani, anziani e bambini hanno reso unica e indimenticabile la quarta Festa Nazionale. Almeno fino alla prossima, che godrà dei benèfici prodotti del cuore della Sardegna, ospite magnifico e benaugurante. All’anno prossimo.
