
L’espansione della telematica e delle altre nuove tecnologie, in questi anni, sta avvenendo in maniera disomogenea, lasciando fuori i piccoli comuni in molte zone d’Italia. La rete, dunque, ha un’alta capacità trasmissiva a larga banda solo in una parte del territorio nazionale.
Le società di telecomunicazioni non hanno interesse a favorire nuove localizzazioni di persone o imprese. Esse infatti perseguono sempre di più obiettivi economici immediati, privilegiando quelle località che comportano investimenti contenuti e dalle quali raccolgono importanti quantità di traffico.
Restano dunque penalizzati molti centri minori, in cui la popolazione vive una sorta di emarginazione.
Nella convinzione che le innovazioni tecnologiche più importanti sono quelle legate alla rete, alle telecomunicazioni, nei territori occorre organizzare iniziative pubbliche per garantire l’accesso a tutti, con la consapevolezza che sono necessari forti investimenti finanziari a causa della morfologia del territorio.
La diffusione delle reti di comunicazione segue logiche differenti da quelle che furono utilizzate negli anni ‘50 e ’60 per le reti elettrica, idrica, telefonica, ecc.: vale a dire, si evita di portare capillarmente le reti nei luoghi a bassa convenienza.
La possibilità di attivare servizi al cittadino resi possibili dalle nuove tecnologie sarà tuttavia inarrestabile per la gran parte dei piccoli comuni, se essi tenteranno di affrontare il problema con approcci innovativi.
Per conseguire il risultato è quindi necessaria una pianificazione focalizzata sullo sviluppo del territorio.
Per diffondere l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione nelle piccole comunità è necessario anche compiere delle forzature, mettendo a disposizione certi servizi solo tramite internet. In tal senso, va sottolineato che per la popolazione sarà necessario compiere uno sforzo culturale, più che tecnologico.
L’affermazione sempre più diffusa degli strumenti telematici e delle loro applicazioni in ambito lavorativo e sociale, favorirà il ritorno dei consumatori e lavoratori a dimensioni urbane assai più contenute, “a misura d’uomo”. Ma non sarà sufficiente a sconfiggere la “cultura del mattone” che ha originato le megalopoli. Va fra l’altro considerato che soprattutto la classe politica rischierà di restare ancorata a tale cultura.
Tuttavia nei prossimi anni gli sforzi già fatti per la diffusione delle innovazioni tecnologiche nei centri più piccoli produrranno risultati visibili. La diffusione di Internet influenzerà via via più visibilmente la vita e il lavoro nei piccoli comuni.
La diffusione delle reti informatiche sarà di importanza decisiva per la sviluppo di quei piccoli comuni che nei prossimi anni sapranno approfittarne: l’impatto sarà anche superiore a quello prodotto nelle grandi città. Le piccole comunità vivranno sempre meno la situazione di marginalizzazione perché essa verrà combattuta sempre più dalla rete. I servizi saranno accessibili a distanza e quindi la gestione di gran parte di essi potrà essere localizzata lontano dai grandi centri urbani.
L’innovazione tecnologica avrà degli effetti positivi per la qualità della vita:
Le telecomunicazioni più evolute influenzeranno la vita delle piccole comunità tramite:
Ma, come detto, le tecnologie da sole, in assenza di mutamenti economici e culturali, saranno del tutto incapaci di cambiare il destino di un piccolo centro.
Le tecnologie permetteranno sempre di più alle persone di usufruire di gran parte di ciò che offre la grande città, pur vivendo nei piccoli centri.
La disponibilità di servizi avanzati nei piccoli centri darà, dunque, nei prossimi cinque anni un apporto decisivo a:
Un effetto di primaria importanza dell’innovazione per la vita nei piccoli comuni sarà la possibilità di essere collegati costantemente con un centro ospedaliero. Questo infatti renderà alcune assistenze sanitarie di base molto più accessibili agli abitanti dei paesi, fatto di cui potranno beneficiare anche gli anziani.
Gli effetti delle tecnologie della comunicazione sui rapporti sociali si faranno sentire appieno anche nei centri più piccoli. Le distanze fra l’abitante del paese, la città e il resto del mondo si ridurranno, come è già avvenuto per le popolazioni urbane.